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Autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche e assimilate in zone non servite da pubblica fognatura

A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento Regionale 24 marzo 2006 – N. 3 “Disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dell’art. 52, comma 1. lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26”, le autorizzazione allo
scarico di acque reflue domestiche e assimilate, in zone non servite da fognatura, è di competenza della Provincia.
La domanda di autorizzazione dovrà contenere le generalità e il domicilio del titolare dello scarico, l’ubicazione dell’insediamento da cui lo scarico stesso si origina, il relativo volume e una descrizione sommaria del medesimo, precisando in particolare il numero delle unità immobiliari che lo compongono, il numero di persone che si prevede possano risiedere nell'insediamento e gli abitanti equivalenti stimati per le acque reflue delle eventuali unità immobiliari adibite a servizi.

Alla domanda si dovrà allegare una relazione tecnica descrittiva della rete di raccolta delle acque reflue e di quelle meteoriche, dei sistemi di trattamento e degli eventuali sistemi di smaltimento, supportata da elaborati cartografici riportanti la rappresentazione dell’insediamento e delle pertinenti superfici impermeabili serviti dalla rete di raccolta, la planimetria della rete stessa, l’ubicazione dei sistemi di trattamento, il punto di scarico e le eventuali opere di smaltimento.

Gli interessati alla realizzazione di nuovi insediamenti isolati, da cui si origineranno gli scarichi di acque reflue domestiche e assimilate, dovranno allegare alla richiesta del permesso di costruire ovvero alla D.I.A., ai sensi del citato regolamento regionale, copia della ricevuta di avvenuta presentazione alla provincia della relativa domanda di autorizzazione allo scarico

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